Da ragazzo le prime radio private di Milano, poi le scuole di teatro e il doppiaggio, la pubblicità, la televisione. Oggi, dopo 27 anni di attività, posso dire che il mio è proprio un bel lavoro. Il microfono non ha quasi più nessun segreto per me e così con disinvoltura ma con altrettanto impegno e fatica nella stessa giornata, la mia voce sospira d'amore, si arrabbia, reclamizza, annuncia, interpreta emozioni, commenta, commenta le immagini di un servizio del telegiornale o di un filmato naturalistico... uccide, muore, si trasforma in quella di un topolino o di un terribile mostro. E ancora: narra, insegna, spiega, vende, informa, soffre, ama, litiga, traduce... questo il mio lavoro! DOMANDE & RISPOSTE |
| E' un lavoro affascinante? Si, è così. Tante sono le occasioni di gratificazione. Doppiando un film d’amore si provano grandi emozioni nel sentire la voce ripetere parole e dolci sospiri. Così come in un cartone animato ci si diverte a inventare un personaggio. E' un lavoro facile? Non si usano i muscoli, ma serve tanto impegno e concentrazione: bisogna dare un senso a quello che si dice, anche quando gli argomenti trattati sono sconosciuti. I produttori, gli autori, i clienti, il direttore di doppiaggio vi chiederanno determinate intenzioni, intonazioni, stili, velocità nella lettura che molto spesso discostano dalle vostre naturali. Si guadagna bene? Abbastanza ma bisogna ricordare che è un lavoro da liberi professionisti, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che questo comporta. Nessuna certezza, nessuna garanzia, compensi regolati dal mercato. Agli inizi è molto dura, è un campo molto competitivo, dove non basta essere solo bravi. | Come si comincia? Alla base di tutto c’è la scuola di dizione e di recitazione che vi permetterà di “interpretare” quello che state leggendo. Per doppiare un film, un cartone animato o per interpretare una pubblicità bisogna diventare dei bravi attori, con tanta tecnica e con in più la specializzazione della recitazione al microfono. Ascoltare gli spot alla tv o programmi di documentari può essere utile ma non sufficiente. Si può imparare prendendo le sfumature, le intonazioni dei prodotti meglio riusciti, per poi comunque trovare le proprie. Di doppioni, di imitazione in questo campo non ce ne bisogno, si ricorre sempre all’originale. Un corso di doppiaggio? Per fare doppiaggio bisogna saper recitare, essere degli attori, diffidate quindi dei corsi che accettano tutti indistintamente. Questa è una specializzazione del lavoro dell'attore e, se si ha talento, la si può imparare anche seguendo i turni nelle sale di registrazione. |
Leggi l'intervista sul portake SUPEREVA - aprile 2006 | |
1998© Tutti i diritti riservati - Andrea de Nisco